5 motivi per cui il tuo sito web non funziona

 Foto tratta da  steadyrain

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Se individui il problema, trovi anche la soluzione.

Chi oserebbe fare a meno del sito web della propria azienda, ai nostri giorni? Sarebbe come scegliere di fare a meno dello smartphone. Una follia. Ecco allora che anche nel mondo del vino praticamente tutti hanno un sito web. Bello, brutto, inguardabile, mozzafiato, antidiluviano, innovativo, realizzato a costo zero o con svariate migliaia di euro: noi di Fermenti Digitali ne vediamo di tutti i generi. Il punto però è un altro: una volta realizzato il sito web della cantina, chi se ne occupa? Chi controlla se funziona, se è visitato, e quanto, e quando, da chi? La verita è che, quando qualche volonteroso si prende l'incarico di dare un'occhiata alle stastiche, nella maggior parte dei casi viene colto da un attacco di depressione: il sito, molto semplicemente, non funziona. Langue. Al massimo sopravvive. Perché, a dirla fuori dai denti, non se lo fila nessuno, o quasi. I motivi per cui le performance del sito web di una azienda sono insoddisfacenti possono essere molti, ma cominciamo dai più semplici. E da quello che si può fare per rimediare. 

1) I contenuti non funzionano. L'aggiornamento è scarso, i testi sono noiosi, banali, inappropriati, scontati. Perchè un vostro potenziale cliente (o perfino un enonauta che capiti sulla pagina per caso) dovrebbe leggerli, quando ci sono molti milioni di pagine migliori/più interessanti/più stimolanti/più divertenti/più originali/più personali delle vostre? Soluzione: cercate di capire chi è il vostro pubblico di riferimento, e scrivete pensando a quali argomenti potrebbe trovare interessanti/utili. Stabilite un calendario di uscite dei post, aggiornate le pagine più spesso (possibilmente in maniera creativa). Se in azienda non c'è nessuno con le competenze e il tempo per farlo, incaricate un professionista del settore.

2) Il sito è vecchio e la sua struttura complessa. Nel mondo del web si invecchia molto rapidamente. Trascurare di fare un regolare restyling equivale a dichiarare che dei vostri potenziali lettori/clienti non ve ne importa granchè: non meravigliatevi se essi vi rendono il favore, snobbando il vostro sito e andando a cercarsene altri  (e altre cantine). Inoltre, più è complessa la realtà dell'azienda, più semplice (ma completo) dovrebbe essere il suo sito: rendere la vita (o la lettura) difficile al visitatore significa rischiare di perdere del fatturato, soprattutto se si ha l'ambizione di fare anche dell' e-commerce. Soluzione: rinfrescate spesso il design del sito, controllate e fate controllare che la user experience si svolga nella maniera più facile, intuitiva e senza ostacoli possibile

3) Il sito non è responsive. Può capitare che i siti più vecchi (v.sopra) non siano visibili anche dai device mobili. O che abbiano ancora (orrore!) elementi in Flash. Nessuna meraviglia che la gente non li frequenti: semplicemente, non li vede. Su tablet e smartphone non appaiono. E l'indicizzazione di Google li castiga. Soluzione: se il vostro sito è di questo genere, sorry, non c'è niente da fare: ve ne serve uno nuovo. Subito.

4) Non c'è alcun elemento di customer serviceUno dei motivi principali per cui la gente usa Google è per cercare informazioni che l'aiuti a risolvere un problema, o per soddisfare una curiosità. Un sito web di un'azienda è un po' come il suo negozio virtuale, perfino quando non vende niente (in realtà vende sempre qualcosa: informazioni, per esempio); se Google indirizza le persone al vostro web site, è perchè presume che siate in grado di soddisfare il loro bisogno di quel momento. Ma se le persone non trovano nessuno che le accoglie, solo un format per formulare la propria richiesta, molto probabilmente se ne andranno insoddisfatte e senza far nulla. Soluzione: sorprendete le persone offrendo un supporto immediato: con un chatbot per esempio, o con un widget che permetta di dialogare in tempo reale con qualcuno dell'azienda.

5) Il social sharing non è stato previsto. Non dimenticate mai di aggiungere al  sito le icone di condivisione sui diversi canali social: Twitter, Facebook, Instagram... Se il contenuto che il visitatore troverà sul vostro sito è interessante e degno di condivisione, vorrà rilanciarlo nella rete.

Conclusione: nel 2000, l’attenzione media che un internauta dedicava ad un sito web era di 12 secondi. Oggi è praticamente uguale a quella di un pesce rosso (8 secondi). Perciò, se le analitiche dicono che il vostro sito non funziona, sarà meglio cercare in fretta di migliorare la situazione, o il vostro business ne soffrirà le conseguenze.

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Gennaio! Tempo di oroscopi e di previsioni. In realtà, basterebbe essere meno distratti durante il corso dell'anno, leggere (molto) di più, magari variando la tipologia di letture, rifletterci sopra un po' (tanto)... e unire i puntini. Le tendenze che vedremo svilupparsi nei prossimi mesi erano già più o meno sottotraccia in quelli scorsi, e proprio da certi indicatori nei diversi settori abbiamo individuate le seguenti, abbastanza macroscopiche:

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Wine2Wine Preview: intervista a Paul Mabray

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Le nostre interviste in anteprima ad alcuni protagonisti del prossimo Wine2Wine, il forum sul business del vino (Veronafiere, 4 e 5 dicembre) si concludono con Paul Mabray.

Parliamo di un protagonista di primo piano della rivoluzione digitale nella filiera del vino USA e internazionale. In particolare, da vent’anni Paul si è focalizzato sull’innovare prima la filiera commerciale indiretta, fondando nel 2002 Inertia, società che creò la prima forma di distribuzione elettronica del vino negli USA, quella che chiamiamo oggi DTT, Direct To Trade. Poi, nel 2008 ispirò e guidò gli sforzi per spingere le cantine ad aprirsi alla relazione diretta verso i consumatori, il DTC o Direct To Consumer, attraverso la società VinTank.

Di recente, Paul Mabray si è svincolato dalle attività imprenditoriali dirette, e al momento partecipa a diversi comitati direttivi di società impegnate tra big data e l’AI, Artificial Intelligence (qui il profilo redatto dalla manifestazione)...

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Wine2Wine Preview: intervista a Mike Madaio

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La comunicazione è un argomento sempre attuale nel mondo del vino, perciò anche quest'anno Wine2Wine dedicherà alcuni spazi specifici a questo tema, chiamando a discuterne alcuni esperti internazionali. Uno di questi sarà Mike Madaio, freelance writer esperto non solo nel settore food & wine (è redattore del web wine magazine Palate Press e Italian Wine Ambassador della Vinitaly International Academy), ma anche di web, mobile e altre piattaforme. Ovvero, l'ambiente in cui anche la comunicazione del vino è chiamata a muoversi con sempre maggior consapevolezza. Mike parlerà della sua esperienza al Forum sul Business del Vino, ma nel frattempo abbiamo scambiato con lui alcuni pensieri.

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Wine2Wine Preview: Intervista a Paul Howard (seconda parte)

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Paul Howard è uno dei molti relatori che si avvicenderanno sui palchi del prossimo Wine2Wine per parlare del futuro che verrà nel mondo del vino, e di quello che è già qui. E tra le tecnologie destinate ad avere un impatto significativo sul settore c'è quella della blockchain, di cui Paul è un esperto internazionale. Nel precedente post, ci ha spiegato cos'è la blockchain e in che modo aiuterà a trasformare anche questo mondo: in quest' ultima parte dell'intervista, Howard completa il discorso e ci parla della sua personale visione del vino.

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Wine2Wine Preview: intervista a Paul Howard

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Tra gli argomenti di aggiornamento (e discussione) proposti dalla prossima edizione di Wine2Wine, il più misterioso per molti è sicuramente quello relativo alla blockchain. Per spiegare cos’è, e come può influenzare il mondo del vino, è stato chiamato il maggior esperto in materia: Paul Howard, wine writer indipendente e wine&food-travel blogger con una vasta esperienza nel mondo del vino e un particolare interesse per la biodinamica e questa nuova tecnologia. L’abbiamo intervistato, chiedendogli di anticipare i temi del suo intervento.

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Wine2Wine Preview: intervista a Per Karlsson

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Il conto alla rovescia è scattato: il 4 e 5 dicembre prossimi torna negli spazi del quartiere Fiera di Verona l'ormai noto Wine2Wine, il forum sul business del vino. Una intensa due-giorni di incontri ma soprattutto di aggiornamento e formazione rivolti in primo luogo ai produttori, una full immersion che non è facile fare durante l'anno (e al Vinitaly è praticamente impossibile). Anche per questa quarta edizione l'agenda delle relazioni è piuttosto fitta, e molti sono anche i relatori internazionali che vale la pena conoscere di persona; come sempre in questi casi, è opportuno andare preparati, avendo già deciso su cosa concentrarsi. Per dare qualche spunto, noi di Fermenti Digitali abbiamo individuato 3 filoni che varrebbe la pena seguire: l'innovazione tecnologica (per l'impatto che può avere sul mondo del vino), il turismo del vino e la comunicazione del vino. In merito a questi tre argomenti, abbiamo intervistato tre dei relatori che interverranno al forum, ai quali abbiamo chiesto qualche anticipazione.

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