The best ideas come as jokes
Le idee migliori vengono come scherzi. Ma alcune sono terribilmente serie, e di successo. Florilegio su cui riflettere (e da utilizzare).
Il nostro primo eBook, un manuale digitale dedicato ai nuovi turisti del vino sempre più interattivi e digitali.
Leggete qui la scheda dell'eBook e tutte le informazioni per acquistarlo online.

Cliccate sul logo a fianco per ricevere i post di Fermenti Digitali attraverso il servizio RSS, leggerli nei lettori di RSS come Google Reader o nei browser abilitati (Firefox o Safari).
Le idee migliori vengono come scherzi. Ma alcune sono terribilmente serie, e di successo. Florilegio su cui riflettere (e da utilizzare).
In genere, quando le aziende progettano la loro presenza in rete, la soluzione più immediata e tradizionale che viene loro in mente è quella di aprire il classico sito web.
Ora, se è vero che per la progettazione di un sito aziendale professionale è bene affidarsi a professionisti, i problemi sorgono quando si tratta di mantenerlo e aggiornarlo...
Lo sostiene il rapporto VinQuest 2009, curato dalla VinterActive
LLC, un'indagine campionaria svolta tra 275 cantine di 36 stati USA. Le vendite di vino effettuate direttamente a consumatori (direct to consumer) attraverso sale di degustazione, wine club, Internet, e ordini via email sono cresciute del 7%, toccando un fatturato record di 3 miliardi di dollari nel 2008.
La ricerca, acquistabile online qui, riporta in sintesi questi dati:
Com'è il rapporto delle PMI del vino con la rete, i suoi strumenti e le infinite possibilità che offre?
Sono ormai rare le aziende, anche piccole e famigliari, che non possiedono un sito web.
Ma questo, nella maggior parte dei casi, altro non è che la versione on line di brochure e depliant illustrativi aziendali.
E-commerce? partecipazione ai social network? blogging? web.2.0?
Si ha un bel dire che i mercati sono conversazioni: per la maggior parte delle PMI del vino italiano la grande rete è ancora un oggetto misterioso colmo soltanto di grandi trappole, grandi fregature e colossali perdite di tempo.
Una delle credenze dure a morire sostiene che per essere visti in rete – e attirare nuovi clienti, e fidelizzare quelli vecchi, e incrementare il giro d'affari, ecc. ecc. - sia sufficiente aprire un sito web.
Esteticamente bello, magari con la musichetta, le animazioni, e tante foto.
Questa mentalità è figlia della nostra cultura televisiva, che ha
bisogno dello “spettacolo” per impedire che lo spettatore cambi canale.
Da quando le aziende hanno scoperto il web - o meglio: da quanto la rete ha scoperto le aziende - una delle prime richieste fatte ad un comunicatore/marketer è di realizzare il sito web istituzionale: è considerato un must, non si può non averlo.
Sorvoliamo per il momento sulle motivazioni che spingono un'azienda o un'impresa del vino ad aprire un sito (che pure sono importanti: perchè vuole un sito, a cosa gli serve, a chi intende rivolgersi?) e concentriamoci sulla sua efficacia.
Come giornalista, ultimamente uno dei miei compiti è diventato testare proprio questa fondamentale caratteristica: l'efficacia.
Ho visto e vedo continuamente siti graficamente bellissimi, d'alto design... e perfettamente inutili.
Perchè?
La crisi finanziaria di queste settimane condizionerà la crescita economica. Se le economie sono soprattutto fatte di aspettative, non c'è dubbio che il barometro degli umori globali dia decisamente al brutto (nella foto a lato, il megafono dei MSM, i "main stream media", non ripete altro in questi giorni).
Eppure, dopo un ventennio di crescita globale, con due soli episodi significativi di stop delle economie nel 1991-1992 e nel 2000-2001, ci si può ben aspettare che la global economy tiri un po' il fiato. Le recessioni sono necessarie, come l'autunno e l'inverno per l'agricoltura e la natura. Un imprenditore vitivinicolo comprende bene la natura ciclica delle cose, sa come trarre profitto dalla ciclicità, alla quale non assegna mai un valore negativo.
Ebbene, anche le recessioni possono essere viste come una fase ciclica di rallentamento dell'attività economica e riposizionamento su equilibri nuovi. E anche riguardo ai consumi di vino, e il loro impatto sul mercato in recessione, si aprono opportunità interessanti.
Una delle costanti nella vita di un'azienda sono le richieste di sponsorizzazione e partecipazione.
Parliamo di iniziative e non di eventi, perchè questi ultimi, in realtà, in genere sono (o dovrebbero essere) qualcosa di organizzato sotto la regia dell'azienda stessa, indirizzato ad un pubblico ben preciso (dipendenti, collaboratori, giornalisti, autorità, clienti..) e con scopi ben definiti (pubbliche relazioni, presentazione di un nuovo prodotto/acquisizione/cambiamento societario, coinvolgimento dei consumatori...).
Le iniziative invece - organizzate da altri – sono qualcosa cui all'azienda è chiesto di partecipare/collaborare.
Con soldi o con merce (leggi: bottiglie...).
“Abbiamo vinto un nuovo premio, usciamo con un comunicato stampa?”.
Ecco una frase che nel corso dell'anno può presentarsi spesso alla persona che si occupa della comunicazione in un'azienda viticola.
Ora, se il titolare dell'azienda è - giustamente – concentrato sul proprio prodotto e sulla sua cantina, l'addetto stampa (o chi per esso) non può permettersi il lusso di fare altrettanto: il suo compito (tra gli altri) è infatti quello di trasmettere all'esterno i contenuti generati dall'azienda stessa, e per far questo la sua attenzione deve essere concentrata sul destinatario del messaggio, prima che sul messaggio stesso.
In altre parole, il focus di chi comunica dev'essere sul giornalista (la testata, il mezzo di comunicazione) più che sul comunicato.
Perciò le domande da porsi quando si vuole emanare qualsiasi comunicato stampa aziendale sono: cosa voglio comunicare? a chi? perchè?
Succede a volte che un'azienda scelga di organizzare un evento per comunicare qualcosa: un premio, un nuovo vino, un nuovo assetto societario, un nuovo ingresso...qualcosa insomma che la riguarda da vicino, di cui è orgogliosa e che vuol far conoscere al mondo.
Uno dei primi interrogativi che in questo caso deve porsi è: quando conviene organizzarlo?